Singapore e Johor, nasce il nuovo polo dei chip
L'Italia attiva nel distretto con circa 600 milioni di euro già autorizzati
Secondo l'ultimo rapporto di Invest Johor, l'agenzia governativa malese che funge da sportello unico per attrarre capitali stranieri, la Zona Economica Speciale tra Johor e Singapore si avvia a diventare un polo manifatturiero di rilievo mondiale. Il documento evidenzia l'imminente arrivo di un investitore 'ape regina', un termine che indica un gigante multinazionale della manifattura avanzata capace di attrarre l'intera filiera di fornitori e consolidare l'area come il terzo hub dei semiconduttori del Paese, insieme a quelli storici di Penang e Selangor. Finora, il progetto ha già visto l'attivazione di sistemi doganali con codice Qr e l'impegno di oltre 5 miliardi di euro da aziende di Singapore. Se il Nord Asia domina nella logistica con Giappone e Corea del Sud, l'Europa guida gli investimenti sostenibili. In questo scenario l'Italia gioca un ruolo da protagonista, posizionandosi come il secondo investitore straniero nel Johor dopo Singapore con circa 600 milioni di euro già autorizzati. Le imprese italiane stanno investendo massicciamente nell'aerospazio, nella meccanica di precisione e nel settore alimentare avanzato. Gruppi come StMicroelectronics e Ferrero hanno già una presenza consolidata nella regione, mentre nuove medie imprese tecnologiche stanno aprendo stabilimenti per servire il mercato asiatico. Il supporto a queste realtà arriva da Simest, la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti che sostiene l'internazionalizzazione delle imprese italiane, che facilita l'accesso ai finanziamenti e fornisce consulenza strategica per operare in questo nuovo distretto economico.
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