Processo Becciu, 'non depositati gli atti integrali con gli omissis'
I legali del porporato, 'Sconcerto, lo aveva ordinato la Corte di Appello'
"Oggi scadeva il termine per il deposito integrale degli atti di indagine ordinato all'Ufficio del Promotore dalla Corte di Appello. Ma ciò non è avvenuto". E' quanto fanno sapere gli avvocati Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo, difensori del cardinale Angelo Becciu, esprimendo "sconcerto per la determinazione assunta dall'Ufficio del Promotore di Giustizia, che non ha ottemperato all'ordinanza della Corte di Appello dello Stato della Città del Vaticano del 17 marzo 2026. La Corte aveva specificamente imposto il deposito integrale di tutti gli atti e documenti del procedimento istruttorio". Il deposito integrale degli atti è stato uno degli aspetti più controversi del cosiddetto processo Becciu, quello relativo cioè ai fondi riservati della Segreteria di Stato vaticana investiti in immobili a Londra, giunto al secondo grado, ed è stato uno degli aspetti centrali nel primo pronunciamento della Corte di appello. La Corte presieduta dal decano della Rota romana, monsignor Alejandro Arellano Cedillo, aveva decretato infatti a marzo la "nullità relativa" del primo grado, ordinato "la rinnovazione del dibattimento", il deposito in cancelleria di tutti gli atti e documenti del procedimento istruttorio e fissato al 22 giugno la comparizione delle parti al fine di stabilire il calendario delle udienze. A quanto si apprende, negli atti vi sono gli omissis degli interrogatori di monsignor Alberto Perlasca, il teste-accusatore dell'ex Sostituto Becciu e la copia integrale dei dispositivi informatici a lui sequestrati. Si profila così un altro inedito oltre le mura del Tevere: non era mai accaduto nella storia moderna del Vaticano che dei magistrati non ottemperassero alle disposizioni di altri magistrati, di grado oltretutto superiore.
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