Nel 2025 oltre 1,18 milioni di certificati di malattia per patologie reumatiche
Circa un quinto di quelli con diagnosi codificata, raddoppiati dal 2013
Oltre 1,18 milioni di certificati di malattia riconducibili a patologie muscolo-scheletriche nel 2025, circa il doppio rispetto al 2013, e un incremento del 131% per le artropatie, categoria che comprende anche l'artrite reumatoide. Sono alcuni dei primi risultati di Fit for Work 2.0, l'aggiornamento dello studio del 2013 realizzato dall'Università degli Studi di Pavia e Anmar (Associazione nazionale malati reumatici) grazie alla collaborazione dell'Inps, presentati in occasione della Giornata mondiale del malato reumatico, promossa da Anmar Odv e dall'Osservatorio Capire a Roma. Dallo studio, condotto su 352 milioni di certificati di malattia, emerge inoltre che le patologie muscolo-scheletriche rappresentano circa il 20% dei certificati di malattia con diagnosi codificata, ma la disponibilità delle informazioni costituisce uno dei principali limiti dell'analisi: soltanto il 20,8% dei certificati riporta la diagnosi, con differenze significative tra le Regioni. Un quadro che rende più complesso ricostruire le conseguenze della cronicità sulla capacità lavorativa e sui costi previdenziali. "Secondo le stime del rapporto Fit for Work, il 70% dei costi delle malattie reumatiche croniche invalidanti era costituito da costi indiretti, riconducibili alla perdita di produttività, all'invalidità e alle ripercussioni sulle famiglie", ha spiegato Giorgio Lorenzo Colombo, direttore scientifico del Centro di ricerca Cefat dell'Università degli Studi di Pavia. "Capire quanto incidano le assenze, quali difficoltà incontrino i lavoratori con patologie croniche e in quali condizioni rischino di uscire dal mercato del lavoro permette di individuare ambiti sui quali intervenire - ha sottolineato Silvio Giovine, componente della XI Commissione della Camera dei deputati e promotore dell'Intergruppo parlamentare Lavoro e Fragilità -. Con l'Intergruppo vogliamo dare continuità a questo percorso, coinvolgendo associazioni, imprese e comunità scientifica". Per Luca Coletto, consulente di Anmar, i potenziali benefici per il sistema sanitario e per quello sociale e previdenziale andrebbero considerati insieme e per questo, "la Conferenza Stato-Regioni può rappresentare una sede importante per mettere in dialogo queste dimensioni".
彭-C.Péng--THT-士蔑報