Su un Neanderthal una delle più antiche prove di un attacco letale
Sulla scapola il segno di una lancia in legno, forse diretta al cuore
Un foro circolare sulla scapola sinistra, molto probabilmente prodotto dalla punta di una lancia in legno, racconta una delle più antiche storie di un'aggressione letale, forse un tentativo intenzionale di colpire direttamente il cuore: la lancia è penetrata nella cavità toracica da davanti, ha attraversato il polmone e, molto probabilmente, arterie di grosso calibro, per poi fuoriuscire dalla scapola provocando una rapida morte. La vittima è un Neanderthal vissuto circa 75mila anni fa, deceduto all'età di circa 45 anni e poi deposto nella grotta di Shanidar, un importante sito archeologico nella regione del Kurdistan iracheno, dove è stato rinvenuto dal gruppo di ricercatori guidato dall'Università di Cambridge. L'analisi dei suoi resti, che comprendono anche una mano, alcune costole e sette denti, è stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports. I ricercatori guidati da Emma Pomeroy non escludono del tutto la possibilità che si sia trattato di un incidente di caccia, ma gli indizi puntano verso un atto di violenza intenzionale: "La posizione della ferita - dice Pomeroy - e la forza necessaria per far penetrare completamente la lancia nel corpo del Neanderthal presentano i tratti distintivi di un colpo mortale deliberato, diretto al cuore". Ma i resti di Shanidar A, come è chiamato il Neanderthal, portano le tracce anche di un altro episodio molto violento, avvenuto circa un anno prima di quello che ne ha poi provocato la morte. Uno dei denti, un incisivo, è spaccato longitudinalmente, e gli altri risultano piegati verso l'interno: sono i segni di un grave trauma da corpo contundente alla parte anteriore del volto. "Sopravvivere a un colpo del genere - conclude Pomeroy - avrebbe richiesto cure e supporto da parte di altri Neanderthal".
胡-L.Hú--THT-士蔑報