The Hong Kong Telegraph - Alla Scala l'ultimo capitolo del Ring di Wagner e poi l'intero ciclo

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Alla Scala l'ultimo capitolo del Ring di Wagner e poi l'intero ciclo
Alla Scala l'ultimo capitolo del Ring di Wagner e poi l'intero ciclo

Alla Scala l'ultimo capitolo del Ring di Wagner e poi l'intero ciclo

Regia di McVicar, alla direzione ancora Soddy e Young

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Iniziato nell'ottobre 2024 con L'oro del Reno, arriva a conclusione il ciclo dell'Anello del Nibelungo alla Scala, dove dal 1 febbraio sarà in scena Il crepuscolo degli dei, capolavoro wagneriano che nelle sue oltre cinque ore 'tira le fila' delle tre puntate precedenti. E poi a marzo saranno riprese e date in sequenza tutte e quattro le opere, prima dal 1 al 7 marzo e di nuovo dal 10 al 15, un evento che il teatro celebra anche con due mostre e incontri. Come una conclusione che tutto chiarisce, il regista Daniel McVicar che ha firmato la regia dell'intero ciclo del Ring, intende Die Götterdämmerung, il crepuscolo degli dei. E come già nell'Oro del Reno, La Valchiria e Sigfrido, anche in questo quarto capitolo sul podio si alterneranno Simone Young e Alexander Soddy, chiamati a sostituire Christian Thielemann che si è ritirato dal progetto a un mese dall'avvio. La novità in questo caso è che la direzione della serata inaugurale per la prima volta viene affidata a Soddy, che ha detto di avere con l'orchestra una intesa particolare, necessaria per "i chilometri di musica" di Götterdämmerung, e la complessità di tutti i leitmotiv delle opere precedenti che ritornano. "Nel Ring, Wagner racconta la stessa storia da diversi punti di vista e quindi bisogna raccontare ciascuna in modo diverso. Ha creato la sua mitologia, prendendo da diverse mitologie nordiche, ma essenzialmente vi riflette la sua storia e psicologia" ha spiegato McVicar che nel Ring vede il racconto di una umanità avida, che si stacca dalla natura e dalla propria spiritualità. Brunhilde (interpretata da Camilla Nylund) nel tempo "si trasforma. Da dea - ha aggiunto il regista - diventa una creatura completa e saggia. Nella scena finale dice 'tutto so' ed è qualcosa a cui tutti dovrebbero aspirare: essere pienamente umani e non scordare l'aspetto spirituale. Sigfried (Claus Floran Vogt) musicalmente è quello più presente: canta, canta. Sa essere attraente e questo rende difficile amarlo. Mostra le sue qualità spirituali solo quando è con Brunhilde" e quando la lascia se ne dimentica. "Sono come due facce della stessa medaglia, lo ying e lo yang" in un mondo che va verso la distruzione. Le cose che nel mondo sono successe da quando il progetto di questo Ring è partito non hanno influenzato tanto i costumi (di Emma Kingsbury) o la scenografia (di McVicar e Hannah Postlethwaite), che si ispira a diverse forme di arte ed epoche storiche a partire dalla grande impronta di mano, che si vede all'inizio e somiglia a quelle delle grotte neolitiche del Sud della Francia, impronte con accanto animali disegnati con il sangue a indicare "siamo qui e dominiamo" sulle altre specie. Ma hanno in qualche modo influenzato le prove in sala. "In questo folle gennaio ci siamo detti 'Viviamo la Götterdämmerung', il crepuscolo degli dei".

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