A Los Angeles parte la corsa agli Oscar con il festival di corti diretto da italiani
Alla 30/a edizione dello Shorts International Film Festival anche due opere italiane
(di Lucia Magi) Nella capitale mondiale del cinema non esiste un festival di cinema che permetta ai film vincitori di qualificarsi per la corsa agli Oscar. Per i cortometraggi, invece, Los Angeles ospita una delle kermesse più importanti nel cammino verso la notte delle stelle: è il LA Shorts International Film Festival, la più longeva rassegna della città dedicata ai film sotto i 40 minuti, che dal 30 luglio al 12 agosto celebra la trentesima edizione. A guidare la manifestazione ci sono due italiani: Johnny Lambiase, originario di Monterotondo, alle porte di Roma, e Jacqueline Pantano, cresciuta tra la capitale e la Sicilia da genitori statunitensi. Si sono conosciuti a Hollywood dove entrambi erano arrivati per lavorare nel cinema: "Questa occasione è nata per caso, per quelle coincidenze e sinergie che solo Los Angeles sa offrire: a una cena tra amici abbiamo conosciuto il fondatore Robert Arentz, che cercava qualcuno a cui affidare la direzione del festival", raccontano. Quella del 2026 è la terza edizione sotto la loro gestione. "Il festival assegna 14 premi, quattro dei quali garantiscono l'accesso diretto alla long list degli Oscar", precisano all'ANSA. Dal 1997, 69 registi passati dal LA Shorts International Film Festival hanno ottenuto una candidatura alla statuetta e 18 l'hanno vinta. Ogni anno vengono proiettati circa 500 opere davanti a oltre 10 mila spettatori. "Ogni film porta con sé circa trenta invitati tra cast e troupe. Ci sono tantissimi italiani tra registi, attori, produttori e ruoli tecnici. Ma quelli con l'Italia indicata come Paese di produzione quest'anno sono due", osserva Lambiase, mentre la collega e compagna controlla sul computer. Si tratta di 'Mamma, That's All Right' di Valentina Signorelli, presentato da NIAF e dagli Aurelio De Laurentiis Film Prizes, e di 'Rebel Flowers' della cineasta napoletana Roberta Pia De Angelis. Prodotto da Valentina Signorelli, Lorenzo Giovenga e Lorenzo Lazzarini per Daitona, 'Mamma, That's All Right' segue il bassista palermitano Luca Chiappara e il chitarrista catanese Mario Monterosso, che vivono a Nashville e Memphis. Il documentario li accompagna nella quotidianità, tra una focaccia preparata in casa, una videochiamata alla moglie lontana e le prove in sala di registrazione, fino all'incontro ai leggendari Sun Studios di Memphis, dove nel 1954 Elvis Presley incise il suo singolo seminale 'That's All Right, Mama'. La riflessione su cosa sia l'American dream ("poter diventare davvero te stesso", dicono mentre camminano per strade addobbate per il 4 luglio) viene conclusa da Priscilla Presley, vedova del Re del Rock 'n' roll, che appare alla fine del documentario. Una suora novizia è invece la protagonista dei 18 minuti di "Fiori Ribelli" scritto e diretto dalla napoletana De Angelis. Angelica, diventata suor Angela, è scappata negli Usa dove si è chiusa in convento per dimenticare un evento traumatico del passato. La visita inaspettata di una vecchia amica la costringe a farci i conti e a rivoluzionare la sua vita. "La figura della suora è ispirata a una donna realmente esistita che non ho mai conosciuto: Suor Natalina, la zia di mia madre", racconta De Angelis. "L'ho conosciuta attraverso i racconti di mia nonna, di mia madre e delle sue sorelle e forse è proprio questa distanza ad averla resa così presente nella mia immaginazione". Attraverso questa storia la giovane regista affronta da una prospettiva senz'altro inedita temi come l'amicizia e la gestazione per altri. "Siamo molto orgogliosi della qualità dei film selezionati, che verranno proiettati durante le giornate del festival. Che vinca il migliore!", concludono i due co-direttori.
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