Musica al cinema, da Ultimo a Jova cresce il trend dei grandi eventi in sala
L'Ad di Nexo: "Noi pionieri in un mercato che 15 anni fa non esisteva"
(di Claudia Fascia) La corsa ad accaparrarsi il biglietto, poi l'attesa che spesso dura mesi e mesi e finalmente l'evento desiderato. Fino a qualche tempo fa, l'esperienza live si esauriva al termine di una serata emozionante, magari senza più un filo di voce, con un ricordo da conservare a lungo. Da qualche tempo però c'è un'appendice: quella di rivivere (o vivere, per chi non c'era) il concerto sul grande schermo. Un trend che sta crescendo di stagione in stagione ed è passato, tra gli altri, da BTS, Vasco Rossi, Luciano Ligabue, One Direction, Taylor Swift. Per l'autunno che arriva sono stati già annunciati diversi titoli: da Jovanotti a Ultimo, dagli Oasis - che passano dalla Mostra del Cinema di Venezia - e Katy Perry. Arriveranno anche i Linkin Park con il film documentario Unshatter (dal 30 settembre al 3 ottobre), diretto da Joe Hahn, i BTS con il live da Buenos Aires e Queen Budapest, il leggendario live dei Queen del 1986 che rivive dopo 40 anni al cinema dal 7 ottobre. Jovanotti porta in sala Lorenzo - L'incredibile avventura di Jovanotti, il film diretto da Dario Zonta e Carlo Zoratti, dal 26 novembre al 2 dicembre distribuito da Plaion Pictures. Il live dei record Ultimo 2026 - la favola per sempre che ha radunato 250.000 persone a Tor Vergata lo scorso 4 luglio, arriva il 22 settembre (fino al 30), diretto da Giorgio Testi e distribuito da Nexo Studios. Oasis: Don't Look Back In Anger, diretto da Dylan Southern e Will Lovelace, celebra il trionfale tour di reunion di Liam e Noel Gallagher, Oasis Live '25, passa da Venezia fuori concorso prima di approdare in sala dal 10 settembre e poi in streaming su Disney+ entro la fine dell'anno. Katy Perry sarà protagonista dal 2 al 5 settembre con il suo The Lifetimes tour - Live from Paris diretto da Paul Dugdale, evento speciale in oltre 70 Paesi. "Negli ultimi 15 anni siamo stati pionieri nel creare un mercato che di fatto non c'era, quello degli eventi nelle sale cinematografiche - spiega all'ANSA l'Ad di Nexo Studios Franco Di Sarro -. All'inizio portando in sala le dirette satellitari dei più grandi concerti, sia a livello nazionale che internazionale, poi allargando alla musica classica, al balletto, alle mostre d'arte. Siamo partiti nel 2010 con il concerto di Ligabue, al quale hanno fatto seguito Red Hot Chili Peppers, Metallica, David Gilmour, Roger Waters, Taylor Swift. Ormai nella nostra proposta un evento al mese, a volte anche due, è dedicato alla musica". Iniziative che hanno intercettato il bisogno degli spettatori di vivere o rivivere un'esperienza collettiva. "All'inizio l'idea era quella di utilizzare la sala cinematografica come punto di aggregazione sociale per proporre altri contenuti. E partendo dalla musica, come aprire un quarto anello allo stadio di San Siro. Un successo che via via ha cambiato le modalità di produzione: agli eventi live sono stati preferiti i concerti registrati per cercare di controllare maggiormente le immagini e il livello produttivo. Ormai sono diventati film veri e propri". Con una qualità notevoli, e non è un caso che gli Oasis siano a Venezia. Per gli artisti si tratta di "un'appendice interessante per dialogare con il pubblico in maniera ipercapillare su tutto il territorio ricreando un rito collettivo", sottolinea Di Sarro, soprattutto nel caso di tour internazionali che in Italia magari fanno solo una data o due o anche niente, "ma anche di un elemento economico di traino importante all'interno del piano finanziario". Quest'anno per l'Italia si punta tutto su Ultimo, che dopo essere entrato nella storia con il live italiano più partecipato, cercherà di sbancare anche al botteghino con una produzione "quasi hollywoodiana". "Per noi è una sorta di 'all in' - aggiunge ancora l'Ad di Nexo -, abbiamo grandissime aspettative. Puntiamo a superare l'incasso migliore in Italia che fu quello degli One Direction nell'ottobre 2014, con 100mila biglietti. Gli spettatori si divideranno a metà tra chi è andato e chi non è riuscito a farlo. Ma andarlo a vedere al cinema ovviamente è una cosa completamente diversa: da una parte c'è meno partecipazione emotiva, anche se comunque collettiva, ma dall'altro lo vedi meglio e dopo 15 minuti ti sei dimenticato della distanza imposta dallo schermo e sei dentro il concerto, vedendo anche le smorfie del tuo idolo. In questo come in altri casi alla fine il risultato è un'esperienza totale, nel senso che a 360 gradi ti senti immerso nel concerto". Ma non tutti i live finiscono al cinema, qualcuno sbarca anche in tv. "Ci sono artisti che hanno un appeal televisivo e basta. Ad esempio Il Volo. E poi dipende anche dalla tipologia di contenuto, se può reggere una distribuzione sul grande schermo o se è più narrativo o con durate minori per cui è difficile far pagare un biglietto".
韓-L.Hán--THT-士蔑報
