"L(')ODI", quando il suono diventa esperienza, ecco la proposta di tre artiste sannite
'Benevento Città Spettacolo', successo per la rappresentazione ideata da Selene Pedicini
Un percorso in cui musica e parola non si accompagnano semplicemente, ma si cercano, si interrogano e finiscono per fondersi in un'unica materia espressiva. E' stato questo il tratto distintivo dello spettacolo "L(')ODI", ideato e scritto da Selene Pedicini, rappresentato nell'ambito di 'Benevento Città Spettacolo'. In scena il violino di Selene Pedicini, il pianoforte di Monica Pepicelli e la voce recitante di Tecla Iervoglini hanno costruito - in un Teatro La Salle gremito - una drammaturgia sonora che procede per suoni, immagini e parole. Il programma musicale, da Telemann a Piazzolla, da Raff a Pärt, fino a Florence Price e Svetlanov, "ha evitato la dimensione della semplice successione concertistica - sottolinea Pedicini - per diventare parte di un racconto più ampio: quello dell'essere umano nel suo rapporto con il mondo, con l'altro e con la propria memoria". La struttura dello spettacolo, scandita dai quattro momenti dell'arché, del dialogos, dell'echó e del telos, ha seguito un movimento circolare. Si parte da una vibrazione originaria, da un suono ancora privo di nome, e si attraversano poi l'apertura all'altro, la memoria e infine il ritorno all'origine. È un itinerario che trova nella musica il proprio filo conduttore e che suggerisce una concezione del suono non come semplice fenomeno acustico, ma come forma di conoscenza. Significativa è la presenza della parola poetica; le voci di Wordsworth, Caproni, Tagore, Merini, Saba, Borges e Bachmann entrano nel tessuto musicale senza mai sovrapporsi ad esso. L(')ODI, afferma ancora Selene Pedicini, "ricorda che ogni suono porta con sé una traccia, ogni voce una memoria, ogni individuo una possibilità di relazione. E che forse la musica, prima ancora di essere arte, è proprio questo: il luogo in cui ogni essere umano può trovare accoglienza". La recitazione di Tecla Iervoglini ha contribuito a creare uno spazio sospeso, nel quale le parole sembrano emergere dalla musica e, allo stesso tempo, restituirle un significato nuovo. Selene Pedicini e Monica Pepicelli hanno affrontato il repertorio con la sensibilità di chi vanta un rapporto collaudato di reciproco ascolto. Il violino diventa ora voce, ora respiro, ora materia inquieta; il pianoforte ne accoglie e rilancia le traiettorie, costruendo un dialogo che non cerca il virtuosismo fine a se stesso, mirando piuttosto alla condivisione di emozioni.
彭-C.Péng--THT-士蔑報
