Carla Lonzi nel docu di Francesca Archibugi dentro e fuori del mondo
Già a Venezia, ora evento in sala il 26, 27 e 28 ottobre
(di Elisabetta Stefanelli) Al centro fisico e intellettuale del documentario Carla Lonzi - Dentro e fuori dal mondo, diretto da Francesca Archibugi, c'è una scena che se non odiassi il termine definirei iconica, in cui la stessa regista e Nanni Moretti passeggiano a Villa Pamphili a Roma parlando di come il movimento del '68 maldigeriva il femminismo perchè in qualche modo ne scardinava i principi. Una riflessione che sembra l'immagine stessa della vita e dell'opera di Carla Lonzi, a cui la regista che l'ha conosciuta dedica questa pagina intensa che attraversa pensiero politico, sociale e artistico del nostro paese. Il docu presentato in anteprima alla 83ma edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Giornate degli Autori - Eventi speciali, sarà in sala ancora come evento da non perdere il 26, 27 e 28 ottobre. In Carla Lonzi - Dentro e fuori dal mondo non c'è solo Nanni Moretti ovviamente, ma a parlare sono tanti di quelli che l'hanno conosciuta e studiata, a partire dal figlio Battista Lena (musicista e compositore, autore delle belle musiche del documentario), Giulia Siviero, Suzanne Santoro e la filosofa Maria Luisa Boccia. Il racconto del figlio fa anche un po' da filo conduttore al film anche per questo entrare ed uscire dal privato al pubblico che Lonzi praticava nella sua esistenza, troppo breve purtroppo, perché fu uccisa da un terribile tumore al viso ad appena 51 anni il 2 agosto del 1982. E lei si mostra, fino alla fine, con il volto semicoperto per la mutilazione terribile che aveva avuto dopo l'operazione a Zurigo. Eppure sorridente in quella intensità tutta sua che aveva caratterizzato vita e opera, e che qui viene restituita attraverso materiale d'archivio inedito, fotografie e la voce della stessa Lonzi. Francesca Archibugi costruisce un racconto intimo e appassionato, restituendo il senso stesso del pensiero di Lonzi in dialogo con tutte le esperienze rivoluzionarie degli anni Sessanta e Settanta, attraverso tanti temi come il corpo, la natura, il mito e la memoria. La sua eredità è molto forte e attualissima e non a caso La Nave di Teseo ne sta ristampando le opere, da Sputiamo su Hegel e altri scritti (che include il Manifesto di Rivolta Femminile), a Taci, anzi parla. Diario di una femminista, fino a Vai pure e Autoritratto. Il femminismo, sosteneva Carla Lonzi, non nasce da una teoria ma da una necessità vitale nel momento in cui la donna rifiuta di riconoscersi in un mondo che la esclude. Un mondo con cui lei lei comunicava attraverso l'arte, l'amore con Pietro Consagra, l'amicizia contrastata con Carla Accardi con cui aveva fondato nel 1970 Rivolta femminile insieme a Elvira Banotti. E via via indietro fino a quel primo fidanzato che si era innamorato della sorella più piccola e quel suo dolore che le aveva lasciamo il segno di una riflessione sui rapporti, l'amore, l'identità femminile, il corpo. Insomma un racconto di poesia e d'arte, ma anche di impegno che dal passato dovrebbe illuminare il presente. Una produzione Fandango con Rai Cinema, in associazione con Luce Cinecittà e MIC - Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, opera realizzata e distribuita con il contributo del Fondo del Ministero della Cultura per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo, Carla Lonzi- Dentro e fuori dal mondo sarà al cinema con Fandango Distribuzione.
楊-C.Yáng--THT-士蔑報
